Acquista la Guida al Cammino di Santiago - 9,00€ su ilmiolibro.it

Scarica la App 'Cammino di Santiago' dall'Android Market

Ripartenza

14 marzo 2011

Sono trascorsi due anni e tre mesi e finalmente ecco che arriva il giorno della partenza, verso Santiago.

C’è voluto tutto questo tempo per trovare il momento per partire, ma ciò che ha dato il definitivo via alla decisione è stata la scomparsa prematura di Renato il nostro amico di Villafranca il 2 gennaio.

Il 10 gennaio una piccola operazione di ernia, per altro prevista, mi aveva fatto ritardare l’inizio della preparazione, ma venti giorni dopo, l’allenamento era già iniziato. Prima con brevi giri di un’ora, poi pian piano con camminate più lunghe. Sapevo che nulla era simile alle tappe del Cammino per cui decisi che l’importante era abituarsi gradatamente a camminare per più ore, tutti i giorni. Così ho fatto, approfittando del fatto che nel frattempo la mia azienda mi aveva messo in “esodo”. Mai parola mi trovava più in sintonia; l’esodo sa di biblico, di un cammino verso una terra promessa, di un nuovo inizio.

Così la sera del 14 marzo prendo un treno che da Torino mi porta a Barcellona. Mi sento in colpa, ieri notte Mariella è stata male, le ho persino chiesto se voleva che la portassi al pronto soccorso. Al mattino ha detto che stava meglio e che non dovevo assolutamente pensare a rinunciare al viaggio.

Al mattino arrivo a Barcellona, piove in maniera esagerata, riesco a bagnarmi tutto solo scendendo dal treno. Con un treno che fa da metrò tra una stazione e l’altra mi trasferisco alla stazione Saints dove prendo un treno veloce per Saragozza. Sul treno si può ascoltare la radio, così prendo confidenza con lo spagnolo. Da qualche parte c’è un’importante fiera della “truffa”, pare che anche in Italia ve ne sia, così dicono alla radio. Cosa sarà mai? Vengo a sapere poi che stanno parlando di tartufi, chissà perché avevo pensato ad altro?

Da Saragozza prendo un autobus che mi porta fino a Belorado il luogo in cui il mio cammino si era fermato nel novembre del 2008.

Trovo l’Albergue (diverso da quello della scorsa volta) grazie a Kate, una ragazza svizzera che mi fa strada, e così comincio ad entrare nell’atmosfera. Per la prima volta consegno la mia “credencial” al gestore, il primo “sello” si aggiunge agli altri e faccio la conoscenza dei pellegrini che sono giunti nel pomeriggio. La prima cena con Dani, un giovane spagnolo di Palencia che vive a Madrid, Ester e Pilar due ragazze di Pamplona, Nadine una ragazza tedesca e Kate la svizzera. Ci sono altre tre persone che però non mangiano con noi, due uomini e una ragazza coreana, che conoscerò in seguito. La notte trascorre serena, non vedo l’ora di iniziare.