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Viaggio di ritorno

3 novembre - Belorado – Saragozza – Orio al Serio – Collegno

In poco più di un’ora di bus ho percorso il tragitto fatto in quattro giorni; questo dà il senso del Cammino, vivere in una dimensione spazio/temporale tutta sua. Il tempo si dilata e si misura in mattino, pomeriggio, sera e notte. Lo spazio è ciò che comprende il tuo sguardo, “fino là” e non oltre. I pensieri vagano nella tua mente senza fretta non c’è nulla oltre il camminare e l’orizzonte, che ci sia il sole, la pioggia o il vento. Non so se sia corretto, ma questa mi sembra “pace”. Ripenso al giorno della partenza, a come mi sentivo male; durante il Cammino non ho avuto un solo giorno di malessere, mal di testa o un qualunque malanno, credo sia un vero toccasana.

Il bus viaggia nella campagna spagnola costellata di pale eoliche (a centinaia) e di piccole centrali solari; mi viene il magone a pensare all’insensibilità del nostro paese! Giunge puntuale a Saragozza da dove prendo un volo, un po’ ballerino verso l’arrivo, ma anch’esso puntuale. All’aeroporto trovo subito il bus per la stazione di Milano e arrivo in tempo per prendere il treno che mi ero prefissato, con poche speranze a dire il vero, ma tutti gli orari si erano compenetrati in modo perfetto, da quando al mattino alle 9 e 15 avevo preso il primo bus, fino al treno delle 20 e 10. Vorrei terminare qui perché dire che quel treno, che doveva impiegare un’ora e cinquanta, ha avuto più di due ore di ritardo proprio non me la sento, per cui non ne parlo.