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Tappa 1

23 ottobre, giovedì – Saint Jean Pied de Port – Valcarlos – Km. 10

Tutti gli altri si fanno accompagnare all’albergue, noi avevamo preventivato di spezzare la prima tappa in due (dato che sappiano si tratti della più dura) così, dopo aver tergiversato forse un po’ troppo, tra foto e video, partiamo che è relativamente tardi, sono le cinque passate.

Abbiamo deciso di passare per la via più bassa e meno faticosa dell’altra che si inerpica subito dopo la partenza. Iniziamo la marcia sulla statale che è anche abbastanza trafficata nella parte francese, ma una volta in Spagna, il traffico diminuisce fino ad essere assente. Il buio incombe e siamo costretti ad estrarre una pila per farci vedere dai pochi automobilisti. C’è da dire che quasi tutti, quando ci scorgono, mettono la freccia per segnalare che ci hanno visto e per evidenziare la nostra presenza a quelli dietro. Una ragazza, incrociandoci, si sbraccia a salutarci; è il primo dei saluti che riceveremo lungo il Cammino!

Arriviamo a Valcarlos (Luzaide) alle ore 20. Qui i  nomi sono sempre doppi, uno in lingua spagnola o francese, a seconda del versante, l’altro in basco e sono spesso completamente diversi.

In Valcarlos, alla ricerca dell’albergue, incontriamo due signori anziani e chiediamo loro dove si trovi il rifugio, - Andate al bar e cercate una “chica ruja”. “Chica?”, “ruja?”, cosa vorrà dire? Nel bar dietro al bancone, una ragazza dai capelli rossi: ecco cosa voleva dire. La ragazza ci indica dove andare: così facciamo e accediamo al nuovo albergue. Siamo soli e, dopo una rinfrescata, ci dirigiamo al ristorante che ci propina il primo menù del pellegrino.