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Tappa 17 (7)

22 marzo, martedì – Terradillos de los Templarios – El Burgo Ranero Km. 31

    Riparto alle 8,30, viaggerò tutto il giorno solo. La tappa ancora una volta mi dice poco, c’è il sole ma si viaggia sempre a fianco della strada in linea retta. Si attraversano piccoli paesini, ma anche Sahagun che è una cittadina anche carina. Qui prendo una decisione che rimuginavo da un paio di giorni. Il mio zaino è decisamente troppo pesante, supera i 10 chili. E dire che lo sapevo dalla prima volta che bisognava portare solo l’indispensabile, solo che avevo ritenuto indispensabili cose che alla prova dei fatti potevano essere lasciate a casa. Così vado alla posta e metto, in una scatola fornitami dall’impiegato, le scarpe che usavo la sera e un maglione. Peso: 2 chili. Ora lo zaino è diventato umano, le mie spalle, ma soprattutto i miei piedi sorridono. Sgravato dell’inutile fardello, mi compro anche una crema solare che non mi ero portato e che è diventata utile, essenzialmente per la parte sinistra della faccia e per la mano sinistra che si è scottata. Io cammino sempre con i bastoncini e questo fa sì che le mie mani siano sempre esposte. E’ vero che al mattino, essendo la temperatura quasi sempre sotto zero, metto i guanti, ma durante la giornata,  se c’è il sole, è un’altra cosa.

All’albergue c’è un francese come ospitalero, dice di essere pranoterapeuta, racconta di aver fatto il Cammino percorrendo giornalmente50 km. Trovo come sempre i 3 spagnoli, ancora la coreana e Tony, un italiano che vive in Germania. Ceniamo nel ristorante di fronte e finiamo col Paciaran, un liquore di quelle terre. Buono!