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Tappa 19 (9)

24 marzo, giovedì -  Arcahueja – Villar de Mazarife Km. 29

Da Arcahueja hanno allestito un percorso alternativo a quello lungo la statale, non è un gran chè, ma è meglio, per il solo fatto che per un certo tratto è lontano dal traffico. Entro in Leon, mi fermo un’ora a visitare il centro: la casa costruita da Gaudì, la splendida cattedrale (imperdibile), la chiesa di San Isidoro con il chiostro e l’annessa cappella dipinta. Poi riparto verso la periferia e finalmente fuori città il panorama cambia. Dala Virgendel Camino vi sono due possibili itinerari, scelgo quello che si allontana dalla statale e attraversa la campagna con i suoi piccoli borghi. Sulle guide è scritto che si tratta di un tragitto più lungo di5 km., in realtà, confrontando i chilometraggi ufficiali dati dalla regione Castillia e Leon, il percorso è quasi uguale, forse poche centinaia di metri meno in quello che viene indicato più lungo. Ho constatato, durante il Cammino, che a volte si fanno giri strani, altre volte vieni indotto a passare in luoghi che non sono quelli originali, solo per farti passare in un punto preciso o in un paese particolare. Interessi?

Comunque ero stufo di camminare vicino ad una strada e non ho avuto dubbi. Col senno di poi ho fatto bene. Mi fermo, come previsto, all’albergue San Antonio da Padua: sono ancora da solo in uno stanzone con 40 letti, ma trascorro una piacevolissima serata davanti al camino acceso con Pepe, un vecchio medico che ha allestito l’albergue qualche anno fa e Nuria, che si occupa della cucina e parla molto bene l’italiano. Discutiamo sul significato del Cammino, concordiamo col fatto che prima o poi tutti durante questo viaggio, anche interiore, piangono. “Si piange” dice Pepe “per i dispiaceri passati o per l’impotenza del presente”. Non so se sia così, ma succede a tutti.