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Tappa 26 (16)

31 marzo, giovedì – Tricastela – Barbadelo Km. 22

Questa notte abbiamo dormito così bene che ci siamo svegliati alle 8. Faccio con comodo colazione e chiedo informazioni sul tragitto. Da Tricastela ci sono due possibilità: quella del Cammino originale che passa da San Xil e quella più lunga e più frequentata che passa da Samos. Prendo la prima che attraversa i monti e non è, se pur in piano, sempre a fianco della strada come l’altra. Il tragitto è bello e vario, si sale per cinque chilometri e poi tutta discesa fino a Sarria. Durante la discesa incontro un portoghese che sta andando con una specie di carrettino in senso contrario, dice che sta andando da Santiago a Roma, poi mi vende un braccialetto fatto da lui. Ritroverò gli stessi braccialetti ai polsi di vari pellegrini. A Sarria ritrovo, in un bar, Toni con il danese con cui avevo cenato a Rabanal. Toni dice che deve andare molto avanti e riparte come sempre spedito. Dopo Sarria si sale in mezzo a un bosco, con ruscelli e bella campagna. Mi superano lo spagnolo che parla sempre e la coppia francese che è sempre con lui. Sono partiti molto prima di me ma al buio non hanno trovato la strada per Xil e hanno preso l’altra molto più lunga e che a loro non è piaciuta affatto. Taccio sulla bellezza della mia tappa per non amareggiarli troppo. E ancora una volta mi chiedo il significato di far passare il cammino in luoghi diversi.

Arrivo all’albergue di Barbadelo, il primo gestito dalla Xunta de Galizia; ho il tempo di fare il bucato e stenderlo in un bel prato di fronte, dove mi stendo a leggere il libro che ho con me. Arrivano anche i due cugini francesi e insieme allo spagnolo e agli altri francesi ceniamo in un bel locale, prendendo come al solito il menù del dia.