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Tappa 27 (17)

1 aprile, venerdì – Barbadelo – Hospital de la Cruz – Km. 30

Ci svegliamo tutti presto perché lo spagnolo e i francesi sono sempre molto mattinieri. Non c’è modo di fare colazione e parto che è ancora buio alle 7,30. Dopo qualche chilometro un bar e ci fermiamo tutti. Saluto i cugini francesi perché loro pensano di fare una tappa breve in quanto lui ha una forte tendinite. Ci facciamo foto reciproche pensando di non rivederci. Ancora un bel tratto di campagna con bei saliscendi, anche se alcune discese sono molto dure per me. In un paesino vengo avvicinato da tre cuccioli, tre cagnolini simpatici, mi soffermo un attimo e li fotografo mentre mi rincorrono. Questo mi fa distrarre giusto quell’attimo per non farmi vedere una freccia che indica la direzione. Proseguo dritto e mi accorgo dopo poco che qualcosa non va. Ad un bivio non c’è la freccia che dovrebbe indicarmi la strada; mi fermo, vado un po’ avanti finchè chiedo in una cascina, mi rimandano indietro indicandomi la direzione giusta. Sono un po’ contrariato, so che devo fare una tappa lunga con molte salite e sbaglio pure strada. Poco dopo incontro una ragazza, Anna: sembra giovanissima, scopro poi che ha 33 anni, è di Praga ed ha una figlia di due anni e mezzo. Aveva iniziato a Puy, in Francia, sette anni fa, il Cammino, che aveva poi interrotto. Sapeva che doveva per forza terminarlo e aveva deciso di fare gli ultimi100 km. Così io l’ho incontrata proprio all’inizio del suo Cammino di quest’anno. Arriviamo dopo poco al cippo che segnala i cento chilometri da Santiago, mi faccio fotografare e la fotografo con la mia macchina perché lei aveva dimenticato di portarsene una. Proseguo da solo, a Portomarin, per la seconda volta nella giornata mi viene da improperiare.  Si giunge al paese attraversando un lungo ponte su un lago artificiale, la freccia ti indica una  ripida scalinata, sali, poi la direzione ti porta nel centro del paese fino alla grande chiesa che sembra un castello. Da qui si ridiscende per una strada parallela e opposta a quella precedente, fino a tornare a200 metridal ponte da cui sei giunto per attraversarne un altro che ti riimmette sul Cammino. Un chilometro e più assolutamente inutili per chi non deve fermarsi in questo luogo. Accidenti! Nel pomeriggio mi raggiunge Fabio di Bologna ma si ferma a Calvor. A Hospital ancora una volta sono solo all’albergue, una camerata con venti letti a castello solo per me.