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Tappa 9

1 novembre, sabato - Najera – Santo Domingo de la Calzada – Km. 21

Dopo tre giorni di pioggia continua, finalmente una bella giornata. Sole e grandi nuvoloni, a sottolineare il paesaggio, ma neanche una goccia.

Ho lasciato Giulia ed Helios all’Hostal e sono partito solo; ho viaggiato tutto il giorno sempre da solo, sono giusto stato superato da quattro spagnoli in gita. A pranzo, si fa per dire pranzo (un panino con tonno e pomodoro!), mi sono fermato in un luogo piacevole. Dopo una salita abbastanza faticosa, un piccolo luogo attrezzato in mezzo alla campagna. Una fontanella per l’acqua, due panche e tre buffe sedie in pietra somiglianti più a triclini, con lo schienale arrotondato ed un quadrato delimitato da legno con all’interno piccoli sassi rotondi dove appoggiare i piedi. Mi mangio soddisfatto il panino, sdraiato su una sedia, mentre passa un austriaco che fa un cenno e va via. Arriva anche Rosemary, un’australiana partita il 22 settembre da Puy (me lo dirà dopo nell’albergue), si toglie lo zaino, si posiziona su una panca pochi metri davanti a me e si mette a fare ginnastica, poi si sdraia; la vedo, lei sulla panca, lo zaino al suo fianco, le montagne sullo sfondo, le faccio una foto (le ho promesso che gliela manderò al mio ritorno).

All’albergue, in cui arrivo alle 16, ci sono le 3 coreane, la tedesca, lo spagnolo taciturno e i due francesi che all’inizio avevamo scambiato per preti o frati, ma non era vero; la casa è vecchia, ma molto accogliente, si dorme nella mansarda, non ci sono ovviamente i soliti letti a castello. Faccio il consueto giro della città, visito la cattedrale dove, per tradizione, vivono, sistemati sopra ad un altare, un gallo e una gallina. Le tradizioni del Cammino sono semplici, ma anche suggestive.